martedì 4 settembre 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (9)


Solamente al cinema, “qualcuno”, riesce nell'intento di compiere devastazione da solo e contando unicamente sulle sue forze.
Lo so, a voi il termine Devastazione, letto cosi' su di un foglio, dice poco. Magari lo avete anche usato, distrattamente o in senso figurato, quando una fidanzata (o un fidanzato) vi ha lasciato devastandovi dentro. Ma per definirsi pienamente e nel modo che mi occorre, la devastazione, ha bisogno dell'intenzione del soggetto che la compie. Aveva quella fidanzata (o quel fidanzato) intenzione di devastarvi?
E poi non e' nel senso figurato che si estingue il significato di un termine.
Venendo quindi a significati meno metaforici, direte voi... e la natura? Ha intenzione quando con un'onda anomala devasta una nazione?
Non lo so. Io sono, al limite, un misero elemento, della natura. Come posso coglierne le intenzioni? Ma noterete che, per parlare di devastazione nel caso proposto, occorre si verifichi un maremoto, o un terremoto, o una catastrofe portata da una sinergia di forze naturali. Non basta un singolo individuo umano. A meno che, appunto come dicevo in apertura, non sia un cazzo di Rambo.
Quando infatti ragionavo, due anni or sono, di devastazioni, quando mi informavo sulle varie ipotesi a metro disponibili nelle piu' disparate salse a consumo, mi e' venuto in mente proprio il film di Stallone. Il primo della saga. Precisamente la scena in cui lui torna alla cittadina di provincia per metterla a ferro e fuoco. Nel mio ricordo c'e' il palestrato eroe che cammina verso la camera, mentre dietro gli scoppia il mondo in un rombo di fuoco.
Bene. La vita non e' un film, io non sono Rambo e tanto meno uno tsunami.
Del resto la definizione del termine “Devastazione” non e' un problema riguardante solo me, ma anche e soprattutto la giurisprudenza. Quella, notoriamente, si trova spesso a fare i conti con qualche arcaico legislatore, e incredibilmente, cercando di dare un senso a cio' che Esso ha scritto, si barcamena nelle piu' strambe difficolta'.
Il reato di Devastazione fu per la prima volta introdotto, in Italia, nel 1930 dall'allora ministro della giustizia Rocco. Ancora in vigore nel moderno codice penale Italiano, l'articolo 285 recita “Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso è punito con l’ergastolo”.
In origine la pena era di morte. Ma questo non e' rilevante.
L'articolo in se' non aiuta a definire la “Devastazione”, e meno che meno aiuta a capire come un “chiunque” possa riuscire a realizzarla. Tra l'altro l'intenzione di attentare alla sicurezza dello Stato rende ancora piu' complicato il genere di devastazione alla quale si fa riferimento. Io non saprei da dove cominciare, ad esempio, per attentare alla sicurezza dello Stato.
Fortunatamente ci viene in aiuto l'articolo 419 del codice penale, dove e' definito il reato di “Devastazione” non mirato a colpire lo Stato, ma piu' semplicemente l'ordine pubblico.
L'articolo 419 recita infatti “Chiunque fuori dei casi preveduti dall’art. 285, commette fatti di devastazione o saccheggio è punito con la reclusione da otto a quindici anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso su armi, munizioni o viveri esistenti in luogo di vendita o di deposito”.
Il che ci solleva dal gravoso compito di dover attentare alla sicurezza dello Stato, per poterci dire autori di devastazione.
Continuando a scavare ho scoperto che la giurisprudenza ha interpretato la parola “fatti” come un elenco di atti che sommati portano a devastazione (danneggiamento, incendio, esplosione etc...), e che “devastazione” e' stata interpretata come “il danneggiamento complessivo vasto e profondo di una notevole quantità di cose mobili o immobili, che costituisce il risultato dell’azione”.
Adesso, quindi, se uno volesse devastare, dovrebbe aggredire una vasta area di interesse pubblico, con pluralita' di metodo, e contemporaneita' degli atti (risolti in unica “azione”, appunto). Oppure si dovrebbe rassegnare a non operare devastazione. Ma ad esserne al limite partecipe.
Insomma, per gli umani, la devastazione (come anche il saccheggio) e' un po' come l'insurrezione. Non la fai da solo, ma e' frutto di una sinergia naturale di numerosissimi elementi chiamati individui, provocati nell'agire, in qualche modo, da fattori esterni che li conducono all'esasperazione tanto da sollevarli e trasformarli in forza devastante.
Occorre dunque che l'agire di molti si definisca in unico movimento, perseguente uno scopo e rilevante al fine che si prefigge.
Non per niente, devastazione e saccheggio, sono reati politici, introdotti dal codice del ministro Rocco (fascista) mirati a colpire sollevazioni popolari.
Per compiere devastazione, allora, e' necessario intuire l'onda, montarci sopra e partecipare della sua cresta. Perche' da solo sei una misera goccia di pioggia che si asciuga un attimo dopo aver toccato il suolo, e solo nella comunione di infiniti istinti, si puo' arrivare a travolgere lo stato di fatto che ordina il mondo e opprime.
Venite con me, adesso.
Vi faccio vedere il percorso dell'ultima onda abbattutasi su Roma, il 15 ottobre del 2011...

Un fiume di teste, giusto un anno fa, si muoveva a serpentone tra gli argini dei palazzi e dei blindati. Partiva da piazza della Repubblica, quel fiume, sotto un cielo impietoso dominato dal sole bollente. A due passi dalla stazione Termini, svoltava incanalandosi per via Cavour. Declinava morbido fino ai fori imperiali e li', sbarrato a destra da decine di cellulari e da soldati col culto del branco confuso a quello dell'eroe, risaliva a sinistra verso il Colosseo. Superatolo, infine, il fiume di teste non pensanti s'arrampicava stentato verso piazza San Giovanni, discutendo a cottimo sui metri da accumulare e del metro e del fine con cui e per il quale raggiungere i prati sotto la basilica del Laterano. Immagino che molti stessero facendo la solita passeggiata, che altri stessero li' per monetizzare, che in numerosi si chiamassero pacifici e intendessero inscenare il fantoccio politico utile a scongiurare altri fantasmi e ad appagare quel senso di appartenenza spoglia, che dentro non ha nulla e che si muove semplicemente dietro a un non-bisogno materiale, o meglio, a un bisogno materiale intuito, ma non digerito, non metabolizzato, imminente ma non attuale, esorcizzabile quindi con una semplice pantomima.
Lungo il corso del fiume, ad un certo punto, una bolla intemperante s'e' alzata. Ecco, in realta' diverse bolle, ma dall'interno poco poteva dirsene del numero.
La bolla s'e' gonfiata all'improvviso mescolata ai caschi di quelli che non volevano prenderci manganellate, e s'e' diretta lungo il letto sbattendo sugli argini e coinvolgendo altre gocce d'acqua, spaventate piu' del potersi asciugare che dell'infrangersi. Innumerevoli muti, invece, non hanno trasformato il corso d'acqua in esondazione. Tuttavia l'onda anomala che ha risalito il fiume e' stata sufficiente a produrre un danno sensibile. In primis a coloro i quali intendevano recitare la parte dei burattini all'opposizione nell'infinito dualismo di destra e sinistra, nella gabbia dicotomica che induce a non fare e seguire. E poi anche ad altri, convinti che il controllo di una esplosione sia controllo reale, percepibile e sicuro, e non piuttosto solo una illusione proiettabile, finalizzata alla castrazione. Insomma, eccoci, questa e' via Cavour. Qui l'onda s'e' infranta su una serie di vetrine e sulle automobili. Su qualche sportello bancario. I botti hanno rimbalzato sopra i muri dei palazzi che infinite volte avevano guardato il fiume amorfo, limaccioso, andare e venire in inutili domeniche di boccheggio durante gli ultimi inerti anni ... E piagnoni lavoratori senza piu' lavoro, senza piu' diritti, ancora convinti che a garantirli fosse non la sottomissione ma il bluff portato nella gita domenicale per le vie della Capitale ... E poveri stolti prestati a firmare l'”alternativa” di un fasullo scudo sindacale, interfaccia e braccio dello sfruttamento ... E pusillanimi confusi tra la potenza e il voto, convinti, dal terrore, che mettere una crocetta sopra un simbolo nel segreto di un'urna potesse deviare il corso della loro storia, o che la loro storia mai piu' avrebbe potuto portarli a qualcosa di male, anche senza nulla fare, anche senza nulla pensare, anche senza nulla rischiare.
Testa sotto le coperte e preghiere. Testa sotto la sabbia e scongiuri. Questa e' stata la strategia del movimento, fino ad oggi.
I piagnoni, passando accanto ai cassonetti incendiati e fatti esplodere, ai vetri infranti, agli interni dei locali e degli alberghi incendiati e danneggiati, alle automobili date alle fiamme e prossime all'esplosione, si riducevano, un anno fa, a rivolo d'acqua e proseguivano dopo piccola strettoia. Poco convinti e magari maledicendo chi gli aveva rovinato la fiera dell'imbecille a cui stavano andando a partecipare.
Un po' tristi, certo, perche' il sole splendeva, i canti partigiani confusi con le bandiere della pace si muovevano all'aria e il panino con la porchetta, o la canna promessa li' sui prati del Laterano, rischiavano di mancare all'appuntamento.
Insomma l'onda non s'e' gonfiata abbastanza. Ha devastato ma non esondato, li' dove per la Labicana, se solo a sufficienza fosse cresciuta, avrebbe potuto prendere la via del Parlamento e trasformarlo in assemblea permanente.
Ma continuiamo.
Qui, superati i fori imperiali, la strada che adesso vedete linda e pinta era, a ottobre scorso, infestata da bisogni bruciati posti a barricata. Opposti ai cordoni di antisommossa che filmavano e si preparavano a caricare. E quello, quello sulla destra, e' l'edificio ministeriale a cui l'onda anomala ha appiccato il fuoco. Le fiamme uscivano dal tetto. Dando quasi l'idea che Nerone fosse tornato in citta' a far visita ai ministri. O che gli scagnozzi di Nerone non fossero mai usciti dal libro paga dello Stato.
Piu' su, a destra, la scena del delirio. Piazza San Giovanni. Dove un veicolo blindato e' stato dato alle fiamme. Il giorno dopo il Manifesto avrebbe titolato a piena pagina “lettera alla bce” sopra alla fotografia di quel blindato bruciato. In realta' non c'e' stata nessuna lettera a nessuno. Semplicemente l'onda s'e' assorbita prima di piazza San Giovanni, dopo aver si devastato, ma non coinvolto a sufficienza, e tutto ormai era calmo quando il fiume intero ha rinculato contro cariche, a quel punto immotivate, dell'argine sbirresco, ed e' risalito indietro, cercando e riuscendo a tenere le strade fino a dopo il tramonto. Via per via, barricata per barricata, incendio per incendio. Lasciando impallidire gli atti miseri avvenuti durante il percorso, producendosi in ,moltiplicazione di gocce intervenute al patto di belligeranza e resistenza e realizzando la vera battaglia. La vera glorificazione di una giornata di sole. Perche' alla fine nessuno puo' agitarsi lungo un corso d'acqua e coinvolgere alla battaglia i piu'. Ma se aggrediti, gli individui, fanno presto ad accorgersi che riprendersi le strade ha un senso al di la' delle loro sparute vite.
Insomma... dove non e' riuscita l'onda anomala, e' riuscito l'argine sbirresco.
Anche se forse sarebbe stato meglio non attendere il colpo e dilagare gia' al pomeriggio verso Montecitorio.
Ma vaglielo a spiegare alla gente.

In ogni caso, alla fine, qui dove adesso vedete i turisti giapponesi fotografare i piccioni e le loro merde, la notte tra il 15 e il 16 ottobre c'era solo Devastazione.
La mia lettera D.
E adesso scusate, vi lascio alle vostre riflessioni. Perche' un anno e' passato ed io, oggi, ho parecchio da fare, dato che mi devo sposare.


(continua...)

55 commenti:

  1. Ricordo bene la devastazione...ricordo bene i fatti..ma tu..ti sposi davvero oggi ??

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    1. ma ti sembra una giornata da sposarsi questa? va bene che sposa bagnata sposa fortunata... ma lo sposo? :) (Esperita e' un gioco-racconto...)

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    2. Ah ok..bene..non ho ancora capito le regole di questo blog..avevo perso il senso del gioco-racconto e mi ero immersa in quello del racconto vero e proprio..il racconto della devastazione..che poi..anche lo sposo bagnato è fortunato ... no ?? :D

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    3. non lo so ma vedro' di informarmi :) (e' semplice: qui posto racconti e raccontoni. di Esperita ne scrivo un pezzo a settimana e lo posto. in genere al mercoledi. siamo al nono paragrafo. vado avanti ancora un mese, e poi smetto. prometto!)

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    4. No...non smettere..ora devo recuperare pian piano tutto ciò che non ho letto...:)

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    5. tranquilla, anche quando smettero', i post rimarranno... )

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    6. Che significa ?? Metti che ci prendo gusto..poi come faccio ?? :) Vado facilmente in crisi di astinenza..è un mio limite !

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    7. tranquilla M4ry... a quelli che ci avranno preso gusto sapro' provvedere ) (non e' una minaccia eh...!!! :P )

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    8. No ??? :DDD
      Scrivi qualcosa sul come liberarsi dalle dipendenze, in particolare da quelle psicologiche..magari come liberarsi dalla dipendenza di qualcuno che contrariamente a quel che proviamo noi, non prova le stesse cose :)

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    9. e' che i "come" universali non esistono. ognuno trova il suo. ma posso provare a scrivere qualche suggerimento. o qualcosa che invogli a cercare il proprio "come".

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    10. in quanto ai consigli... ok, ci provo. in quanto alla motivazione alla liberazione: non scrivo altro da sempre. :)

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    11. E pensare che oggi avresti dovuto sposarti :))))))

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    12. quando si dice... bevo per dimenticare.... :P

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    13. Però..dico..qualche confetto così, giusto per gradire avresti anche potuto mandarmelo..:P

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    14. se uno beve per dimenticare e dimentica... dimentica tutto, no?

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    15. Prima di cominciare a bere..e quindi prima di dimenticare :DDD !! Facciamo così, a febbraio, mi manderai una fetta della tua torta di comple, ok ?? :DDD

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    16. vada per la torta di febbraio. ma ricordamelo! dico... che e' il mio compleanno... :P

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    17. c'è chi ha dovuto bere per dimenticare anche la sbornia presa al proprio matrimonio :p

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    18. c'e' anche chi s'e' mangiato tutti i confetti e anche se se ne ricorda poi non li puo' mandare...

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    19. I confetti sono buonissimiiiiiiii :)

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    20. Preferisco il martini ;)

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    21. sono ancora nel tunnel del prosecco, Jejio, il resto solo se distillato. Anche perchè è vietato abbassare la gradazione

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    22. crescere fino al patatrac e' bene... la costanza paga... certo certo... ma non eri tu che al decimo bicchiere di prosecco, un mese fa, hai fatto il bagno in un boccale di birra alla spina per poi sfiorare la rissa fuori dal locale?

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    23. già che si parla di devastazine, ovviamente, bisogna avere una certa cognizione di dosaggi e miscele... :P

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    24. il meglio in dosaggi e miscele lo daremo sulla lettera E, in un futuro flash back... ;)

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    25. cmq la mia era un'esplosione controllata.. anni e anni di studi, che credi? :)

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    26. La lettera E? ma guarda il caso.. :D

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    27. (mi sono autocensurato un commento che avrebbe potuto costarmi in futuro)

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    28. (hai fatto benissimo.. pensa che addirittura stavi rischiando di trovarti un lavoro :P )e sì dicasi combinazioni esplosive :)

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    29. prima di essere arrestato, Antonio, fu avvicinato da un tale sconosciuto che gli chiese se avesse bisogno di qualcosa. proponendosi anche di trovargli un lavoro. tocco ferro. ps si vede che non hai mai vissuto ne' nell'astigiano ne' a casa Einaudi, altrimenti lo sapresti che lavorare stanca...

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    30. E lo dici a me? a me che non desidero altro che una vita superficiale :)) io voglio stare a casa a ricamare da mane a sera,i balli non mi interessano. E tu si vede che non hai mai lavorato, per sapere che lavorare stanca basta lavorare..non è necessario vivere nell'astigiano. (il carcere però mi suona più stancante eh... così a orecchio)

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    31. ma guarda che in carcere potresti stare da mane a sera a ricamare!!!!

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    32. sei matto?.. a casa ho detto, io sono più da domiciliari..

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    33. ma va.. che li' non paghi nemmeno l'enel...

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    34. ahahaha.. astuto che sei, mi hai fregata.. ma tornerò, sappialo! e ti convincerò prima o poi a mentenermi così da poter finalmente condurre la mia vitucola tra fili di cotone colorati e orchidee e ricchi banchetti domenicali seguiti da passeggiata pomeridiana nel bosco, ovviamente con l'ombrellino di pizzo.. Quindi sappi che non finisce qui! :)

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    35. com'e'?? vuoi piantare il cotone? non sapevo fossi una appassionata di blues... ok, mentre te raccoglio i ti accompagno alla chitarra.

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    36. razza di villano! ... anzi, vaffanculo, Rodolfo! :))

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    37. nascondo l'arsenico, va... senno' chi lo raccoglie poi il cotone...

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  2. "Dalle Alpi i Galli discesero in Italia e misero a ferro e fuoco tutto il paese. Immediatamente lo spavento dei nemici e il terrore della morte presero gli abitanti delle città..."
    Pare che i romani fossero poi stati avvisati, in estremis, del pericolo imminente dallo starnazzare rumoroso delle oche sacre del Campidoglio.
    Ma la scelta della data è caduta sul 15 ottobre perché per il protagonista sposarsi con Rita sarà devastante? E arriverà anche per lui “un’oca starnazzante” che l’avviserà del pericolo?

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    1. mi hai fatto venire in mente un vecchio post su altro portale. se lo trovo l volo te lo copio-incollo qui sotto. in ogni caso le oche ad oggi non sono piu' sacre. nemmeno quelle del campidoglio.

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  3. GUAI AI VINTI (Acciaieria Thyssenkrupp - Torino)

    eccolo Brenno, dall'alto del suo destriero. gli occhi dei nemici li vede appena.
    e' abituato a scovarci quell'espressione? non e' odio il loro. e' disperata preghiera di pieta'. l'impotenza, la chiede. santa pieta' in nome di una fasulla fratellanza. umanita'. come se l'uomo non fosse una bestia. pieta'... invenzione del debole. furbo artificio.
    la pieta' non esiste.
    Brenno dall'alto del destriero getta la spada sulla bilancia.
    GUAI AI VINTI sentenzia.
    guai ai vinti.
    Torino e' ai suoi piedi.
    o forse era Roma...? quale citta' gli paga il suo tributo in carne e sudore?
    ...o forse era purissimo oro?
    mi confondo.. le date si mescolano nei ricordi... i luoghi, le richieste, i pegni...
    Brenno invece resta fiero e dritto in sella al destriero. e pretende il suo bottino.
    no, non li guarda neanche gli occhi dei conigli. lui e' predatore. della preda gli interessa solo la capacita' di lavorare e tacere... o forse era la possibilita' di pagare il riscatto? faccio ancora confusione. il tempo e' uno solo, questo e' il problema. gli attori e la scena sono solo un particolare...

    il mondo in cui vivete non e' il vostro.
    non vi si chiede di gioire.
    il mondo in cui vivete e' gia' il migliore dei mondi possibili.
    ma non per voi.
    il mondo in cui vivete e' il mondo di un predatore e voi siete i vinti.
    e non c'e' pieta' per i vinti. non da parte del predatore.
    guai ai vinti.
    con l'operaio deceduto oggi salgono a 5 i morti seguiti all'incendio nelle acciaierie della Thyssenkrupp a Torino. 
    solidarieta'? si certo... alle 5 famiglie.
    5 come le dita di una mano.
    anche se per contare quelli che non si sono arresi ad essere sfruttati, non ce ne vogliono poi molte di piu'

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    1. Infatti "Vae Victis" era uno dei miei possibili commenti :)
      Comunque conoscevo anche il post copia-incollato.

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    2. diciamo che ogni tanto mi immergo in lettura ... tipo ieri sera. cercavo il codice cifrato. infatti poi ho avuto sonno inquieto e sogni strani e ormai difficili anche da ricordare.

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    3. al codice riprendo a lavorare seriamente da questa settimana. e' tempo di portare a maturazione Cassandra e di passare finalmente alla nuova Narkotika.

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  4. Per quella Devastazione ho fatto spallucce e sbuffato.
    Solita noia, roba vista, ripetuta, ed assolutamente prevedibile. Altro che onda anomala.

    La voce fuori campo, quella volta, ha mancato un'erezione mi sa...

    OV

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    1. non tutte le spalle sono buone tesoro. ci sono anche le spallucce :) ma soprattutto: tu non hai una lista da compilare. forse. (chissa' se invece...).

      in quanto all'erezione del tizio: bo? non lo so. perche'? ci contavi? :P

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  5. la mia lista? mi vuoi fare internare per davvero? :D

    Sì, ci contavo. Perchè, non si può? :P

    OV

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    1. sai c'era uno che sosteneva l'inferiorita' delle donne rispetto agli uomini proprio basandosi su questo argomento.
      diceva che le donne sanno contare fino a dieci. da nude arrivano a venti. mentre gli uomini da nudi possono arrivare persino a ventuno.
      non contare mai su una erezione OV. compera un pallottoliere. di quelli a batteria magari... :P

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  6. Ok, prossima volta (chissà quando '-:-) non contero' ma suonero'...... ;-)

    Ov

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